Massimo Gatti photographies
“Tracce di presenza umana”

23 maggio- 19 giugno
Spazio Meeting Milano Piazza Duomo
(angolo via Silvio Pellico)




Il libro fotografico di Massimo Gatti giunge alla sua terza edizione e diventa una mostra, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dell’Assessorato Turismo, Moda, Eventi del Comune di Milano e la partecipazione di Intesa Private Banking. Così come il libro, la mostra ”Tracce di presenza umana” è una selezione di scatti realizzati in giro per il mondo da Massimo Gatti, noto a molti come imprenditore ed ora anche come reporter attento e sensibile, un fotografo che non è un fotografo e che scatta in modo professionale con apparecchi non professionali. Le foto infatti sono tutte realizzate con due tipi di macchina: una digitale da pochi Euro e con delle “usa e getta”. La mostra si articola in tre differenti ambiti: il primo comprende le immagini che danno il titolo all’esposizione, con colpi d’occhio che colgono situazioni improvvise e con rari fotomontaggi (dichiarati) che mettono in evidenza la costante inquietudine dell’animo umano. Al centro del percorso un gioco: “fotoromanzo con modella e manichini” con testi di Andrea Pinketts. Infine la sezione più toccante che raccoglie immagini realizzate nella favela e scuola di samba ”Mangueira” di Rio de Janeiro, dove gli allegri colori verde e fucsia stonano, in modo tipicamente brasiliano, con la misera realtà quotidiana della gente di quei luoghi. C’è anche dello humor, è difficile, infatti, non sorridere davanti a certe inquadrature come “i Bulgari” o “L’uomo non è di bronzo”. Una mostra che fa venire voglia di prendere in mano una piccola camera e provare a scattare.

Dopo Milano la mostra sarà esposta a Firenze, dal 21 giugno al 7 luglio, nella Galleria Moretti. Hanno scritto di Massimo Gatti: Isabella Bossi Fedrigotti: ”Con la sua camera da turista a tracolla, Gatti è reporter, è registratore, è commentatore cui non importa quasi niente di gondole o colossei, molto , però della vita.” Antonio Calabrò: “Le foto di Gatti sono un racconto di umanità, di vita, e dunque di sogni, di ansie, di illusioni… Il senso della voce che rompe la solitudine, suggerita da immagini inquiete che sanno di EWdward Hopper.” Carlo Rossella: “Sfoglio il libro di Gatti. L’immagine è poesia scritta con camera da pochi euro. Esistono poeti fotografi, reporter di attimi e sogni, Gatti è dei loro.” Vittorio Sgarbi: “Mettendo a fuoco, concentrando il suo sguardo fino all’intensità della commozione, vedendo oltre il previsto, Gatti intercetta i fantasmi degli artisti che hanno privilegiato gli ultimi, i derelitti, i disperati:” Oliviero Toscani:” Massimo, sei una felice e bella eccezione, non ti fai accecare dalla macchina fotografica. Tu mettigli occhi e il cuore davanti e non dietro l’obbiettivo.”