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LIBRI: MASSIMO GATTI, IMPRENDITORE E FOTOGRAFO VERO / ANSA 'TRACCE DI PRESENZE UMANE', IMMAGINI CHE COLGONO ANIMA REALTA'
Per fotografia da dilettanti si intende normalmente quel tanto di maldestro che c'e' sempre nelle performance, tra l'ingenuo e il presuntuoso, degli artisti della domenica: Massimo Gatti, che di professione fa l'imprenditore e il finanziere, e' fotografo per diletto, ma non e' un dilettante, prova ne e' il bel libro di immagini dal titolo 'Tracce di presenze umane', appena pubblicato da Electa Mondadori, con prefazione e presentazione dei giornalisti Isabella Bossi Fedrigotti e Antonio Calabro'.
Gatti e' un uomo d'affari, ma anche un personaggio noto alle cronache mondane come 'bon vivant' e splendido anfitrione: facile dunque provare una certa diffidenza davanti al suo volume fotografico, fresco di stampa e ancora sigillato nel cellophane. Ma tutti i pregiudizi (del tipo ''eccone un altro, in cerca di evasione poetica dal mondo degli affari'') svaniscono subito, alle prime pagine di questa emozionante raccolta di immagini che molti fotografi professionisti potrebbero desiderare di aver scattato.
Gatti prova un grande piacere a girare sempre con un piccolo apparecchio digitale, o perfino soltanto con una rudimentale macchinetta 'usa e getta', ma sempre armato di curiosita' e di una certa poetica, e talvolta ironica, attitudine a osservare davvero le persone e i loro segni, a farli emergere anche quando potrebbero sembrare solo uno sfondo, una parte anonima di un panorama. 'Tracce di presenze umane' e' proprio la dimostrazione che, piu' dell'armamentario ipertecnologico da professionisti, per essere bravi fotografi occorre avere l'occhio che 'taglia' la realta', che coglie quello che e' davanti allo sguardo distratto di tutti gli altri.
In tempi saturi di immagini e strapieni di fotografi di moda, di quelli che colgono piu' il trend dell'anima, che fissano il marchio piu' del sentimento, di quelli che prima diventano famosi fotografi e poi, forse, veri fotografi, un volume come questo di Gatti e' una ventata d'aria fresca. Foto perfette anche quando recano la sigla Kug (per segnalare l'uso di una Kodak usa e getta, il massimo dello snobismo), ognuna un quadro, ma anche una battuta, un aforisma.
La grande nave e la barchetta, il primo aliscafo per Capri all'alba, i tratti 'scolpiti' del viso dell'amica famosa, la partenza di una gara sportiva o le modelle a una fermata dell'autobus, l'omino quasi invisibile che lavora sul tetto affacciato sui Navigli, i bambini delle favelas, tutto sempre trattato con 'interesse' con una messa a fuoco che parte da una curiosita' interiore oltre che da un' indubbia e quasi naturale abilita'. Come fa notare Isabella Bossi Fedrigotti, quelle di Gatti sono fotografie che possono far morire d'invidia tanti fotografi affermati. (ANSA). |
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